Nel mese di Maggio le Classi Quinte si sono cimentate in diversi progetti che hanno coinvolto le ragazze e i ragazzi in attività creative e di ricerca, portandoli alla realizzazione di cartelloni, plastici e diversi manufatti esposti all’interno della Scuola e condivisi con le altre classi dell'Istituto.
Il plastico dell’antica Roma
Durante il percorso di apprendimento sulle Civiltà Romane le classi hanno costruito il plastico di un’antica città Romana. C’è chi si è occupato di riprodurre l’Anfiteatro, chi le Domus, altri le Insulae. Qualcuno ha costruito l’Acquedotto, le Terme ed altri ancora l’Accampamento Militare. Sono state spiegate le modalità di costruzione delle strade e le decorazioni a mosaico. Infine, la città è stata allestita nell’atrio della Scuola. È stato un progetto attraverso il quale i ragazzi hanno potuto capire in modo coinvolgente e divertente come vivevano gli antichi Romani.
Per le vie di Scanzo: alla scoperta dei beni artistici e culturali del territorio
Un’attenta ricerca dei beni artistici e culturali del territorio è stata la premessa all'organizzazione di un’uscita per osservare le diverse opere e realizzarne degli schizzi, raccolti in un cartellone, a cui è seguita la pubblicazione di un articolo nel “Giornale delle Quinte” in cui i ragazzi e le ragazze hanno raccontato ed elaborato la loro esperienza.
“Il nostro viaggio a Scanzorosciate comincia nel 1500, durante la peste di San Carlo, quando venne edificato il Lazzaretto, edificio adibito ad ospitare i malati di peste. […] Il tragitto nella via principale ci conduce direttamente alla Santella Colleoni, ridipinta in epoca moderna, raffigura Cristo morto, caduto dalla croce e Maria che lo tiene sulle sue braccia. Proseguiamo per Via Colleoni e arriviamo nella piazza dove si trova la chiesa di San Pietro […] Continuando sulla via principale ci si imbatte in un edificio che sembra anonimo, ma che in realtà è una casa-torre: Villa Pagnoncelli, che è stata costruita nel '700 ed ha caratteristiche estremamente peculiari: una merlatura in mattoni, sulla sommità una cornice a dentelli e buchi per l’areazione […]” (Il Giornale delle Quinte)
